sabato, 20 giugno 2009

Conferenza su PGF al Meeting di Rimini del 2001 con la partecipazione di Don Primo Soldi e Sua Ecc. Mons. Stanislaw RYLKO

Pier Giorgio Frassati: un santo moderno
http://www.meetingrimini.org/detail.asp?c=1&p=6&id=2029&key=3&pfix=

L'omelia di papa Wojtyla nel giorno della beatificazione di Pier Giorgio
http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/1990/documents/hf_jp-ii_hom_19900520_beatificaz-frassati_it.html

http://www.tipiloschi.com/

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lunedì, 03 novembre 2008

- Don Oreste, tu sei un santo – ebbe a dire il cardinale Carlo Caffarra a don Oreste Benzi al termine di una conversazione che era stata per ambedue, ricorda Caffarra, “molto coinvolgente”.
- Eminenza non dica mai più queste parole! Io sono lo scarabocchio di Dio – fu la replica del prete di Rimini, che si era fatto improvvisamente “serio, anzi severo” (dal blog di Luigi Accattoli).

Una mostra e diversi eventi vengono organizzati dalla Comunità Papa Giovanni XXIII a Rimini dal 31 ottobre all' 8 novembre, per ricordarlo.

Vedi blog di Luigi Accattoli 

Vedi Sito di Valerio Alessi autore del libro "Don Oreste Benzi un infaticabile apostolo della carità", San Paolo 2008 

 

Nel 1° anniversario della sua chiamata al Cielo

 

***

Un anno fa si spegneva, all’età di 82 anni, don Oreste Benzi, tenace difensore degli ultimi, dei poveri e dei più abbandonati, nel nome di Gesù. In tanti oggi in tutto il mondo si uniscono in preghiera in memoria del sacerdote romagnolo definito da Benedetto XVI “infaticabile apostolo della carità”. Il servizio di Sergio Centofanti su

Radiovaticana.org (clicca)

Don Oreste lo ricordiamo col sorriso buono sul volto, con la tonaca lisa e uno sguardo pieno di amore per tutti. Era nato da una povera famiglia di operai, settimo di 9 figli. Abituato a dividere e condividere. Fonda l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII. Ma lui dice: “Io non ho fondato niente. Sono stati i poveri che ci hanno rincorso e ci hanno impedito di addormentarci! Sono loro, veri angeli crocifissi, i grandi evangelizzatori, sono loro che ci salvano!”. Oggi la Comunità conta centinaia di case in tutto il mondo per il recupero e l’accoglienza di giovani abbandonati, tossicodipendenti, alcolisti, donne costrette alla prostituzione. Lui chiama queste case “le capanne di Betlemme” perché - dice - come è accaduto a Gesù, Maria e Giuseppe, nessuno li vuole. Il messaggio di don Benzi è decisamente controcorrente, va nelle discoteche di Rimini per annunciare l’amore di Dio, va dai carcerati, dagli zingari, prega davanti agli ospedali perché le donne non abortiscano. Trae la forza e il coraggio dall’amore per Gesù. E questo è il carisma della sua Comunità come lo stesso don Oreste ci spiegava in una intervista rilasciata a Barbara Castelli nel novembre del 2004:

R
. – Il carisma consiste, in primo luogo, nel conformare la vita a Gesù nel suo essere povero, nel suo essere servo, nel suo essere vittima di espiazione dei peccati del mondo. Poi, secondo, nel condividere direttamente la vita degli ultimi, cioè: l’io e il tu diventano un “noi” effettivo, il mio e il tuo diventano un “nostro” effettivo. Infine, portiamo avanti questi principi nella fraternità: “amatevi come io vi ho amato” ...

 
D. – Cosa ha ricevuto “in cambio” di tutti questi anni spesi a restituire un volto alla speranza?

R. – Che tantissimi giovani hanno scelto di dare la vita a Gesù e di vivere per Lui, mettendo la loro vita con la vita degli ultimi.

D. – Il consiglio di don Benzi per quanti vogliono incontrare il mondo del volontariato ...

R. – Prendere sempre più coscienza che Cristo è venuto a formare un popolo, cioè la tua vita diventa vita nella misura in cui tu offri questa vita a tutti… e questo crea la luce, il sole nello sguardo della gente.

 
Don Benzi si è spento proprio nel giorno dei defunti. Lui era solito scrivere un commento per la Liturgia del giorno successivo. Il primo novembre 2007 aveva scritto queste parole:

 
“Nel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra, la gente che sarà vicina dirà: ‘E’ morto’. In realtà, è una bugia. Sono morto per chi mi vede, per chi sta lì. Le mie mani saranno fredde, il mio occhio non potrà più vedere, ma in realtà la morte non esiste, perché appena chiudo gli occhi a questa terra, mi apro all’infinito di Dio”.

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